Home

March 2007

S M T W T F S
    123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Syndicate

RSS Atom
Powered by LiveJournal.com

Jun. 23rd, 2006

dosta - basta - enough (cronaca)

Nove e dieci giugno il fine settimana di dosta.
Alle 12.00 cominciano a riunirsi i/le partecipanti per l'usuale manifestazione/sfilata lungo le strade che dal Parlamento portano al centro e viceversa.
E' un sabato importante, questo del dopo-concerto. Servirà a verificare se il boom di partecipazione del 3 giugno può ripetersi  o almeno contribuire a consolidare la presenza di DOSTA.
La manifestazione conferma ... ci sono nuovi volti, generazioni e stili diversi che traspaiono dai vestiti.

Il gruppo tiene e sfila, scandisce slogan e resiste, un altro sabato passa fra le strade di un Sarajevo scavata in attesa dell'asfalto fresco che ogni elezione sembra portare con se.
E si, perchè ad ottobre la Bosnia Erzegovina va al voto e questo ha come sempre,in tutti i sud del mondo, fatto scattare i lavori di pavimentazione e ripavimentazione delle strade. La città soffre ingolfata di pioggia ma i politici sorridono alla prova evidente del proprio impegno.

Sabato 17 giugno, un altro sabato questa volta scandito dal sole. Alle 12 la musica forte e gridata, davanti allo spiazzo(plato)  del parlament  cominciano ad arrivare alla spicciolata i/le manifestanti. si aspetta fino a quando il gruppo parte. Una manifestazione che si snoda lungo il tracciato di sempre è che annovera viaggiatori e viaggiatrici che di Sarajevo hanno voluto guardare e partecipare anche questo.

Il lungo giro sotto un caldo afoso è duro per i/le bimboline/i al seguito. Madri e padri stentano a tenere il passo del gruppo e alla fine rallentano e chiudono come ultimi sorridendo e pensando a come fare ad esserci mantenendo il doppio ruolo di aspiranti cittadine/i del paese che ancora non c'è e genitori presenti... una ricerca lunga.

Venerdi 23 giugno un fuori scena: una festa di musica nello spazio aperto di fronte alla Skupstina.
Una maniera di mantenere viva la voglia di essere se stesse, di continuare a vivere le manifestazioni come un momento di resistenza e protesta ma anche come un modo per costruire relazione, per fare gruppo.

Nel frattempo si preparano nuove azioni che hanno nel simbolico il loro momento.
Dosta non è in corsa per le elezioni piuttosto è in corsa per matenersi all'altezza di se stessa. Per continuare ad essere creativa e a parlare alla gente restando gente senza diventare partito.

Una corsa difficile e piena di ostacoli. Esserci ogni sabato comunque è la prima promessa di resistenza che richiede di essere confermata affinchè chiunque abbia voglia di dire dosta con la propria voce, corpo, faccia, sappia che basta andare davanti alla Skupstina alle 12.

Mantenere e rinnovare la promessa è solo il primo passo. Guardarsi attorno con lucidità e trasparenza, contando chi si aggiunge e sapere per quale dosta si è attivat@ è un altro passo. Continuare a pensare e accettare la sfida di uscire da Sarajevo per andare a Mostar e verificare la difficoltà di una città diversa e ancora più diffidente, con una sua specificità difficile da scomporre è un un terzo passo. E una volta cominciato a mettere i piedi uno davanti all'altro, i passi diventano movimento da mantenere.

La ricerca dei passi successivi è naturalmente e inevitabilmente simbolica. Si tratta di mantenere la capacità di stupire e sorprendere e, attraverso questo, riuscire ad aprire un canale di comunicazione con quante/i fingono di non pensare, di non vedere di non decidere e passivamente confermano lo stato di fatto anzi lo rafforzano.

Alla prossima cronaca il quarto passo , che sarà lungo e colorato:  Dosta

Jun. 6th, 2006

dosta - basta - enough

Per un momento sabato 3 giugno ho pensato che il cielo in Bosnia fosse nazionalista:
piangeva, come al funerale di Izetbegovic... (così Paddy Ashdown il piccolo dio della comunità internazionale aveva descritto la giornata grigia e piovosa - mutna - del funerale).

Invece alle 7 di sera anche il cielo ha detto DOSTA - BASTA - ENOUGH ovvero quando è troppo è troppo.

Il 3 giugno è stata una bella, intensa, musicale giornata di protesta.

Dosta il movimento di resistenza e protesta civile è tornato a parlare ... Dal 22 dicembre 2005 ha preso a riunirsi ogni sabato alle 12 davanti al parlamento, ogni sabato il collettivo food not bombs ha raccolto cotto e distribuito cibo caldo, ogni sabato ha manifestato attraversando la città, da Marin Dvor lungo Skenderija passando per Dom Armije girando nella Ferhadija, attraversando la Titova, proseguendo lungo il cantiere della ex Robna Kuca a Parkusa e giù, verso palazzi governativi vicino all'Alipashina Dzamija per tornare alla Skupstina, al Parlamento.

Dosta è un movimento in cui persone fisiche si prendono la responsabilità di dire e fare, a cui contribuiscono con fondi propri e che rilascia ricevuta per ogni donazione e ne comunica l'uso. Un movimento di attiviste/i che si batte per promuovere la dignità di una cittadinanza bosniaco-erzegovese libera dal rigore etnico di Dayton, dalla demagogia dei partiti, dalle appartenenze a gruppi di potere. Insomma, era quello che ci voleva per una campagna elettorale che sta entrando nel vivo e non offre nessuna vera alternativa, impallata com'è fra le popolazioni costituenti ed il tentativo di non scontentare nessun@.

La specificià di Dosta è che non è stata creata dai fondi per la democratizzazione, l'accesso all'Unione Europea, la promozione di giovani, donne, pensionati e disabili ma che è la voce diversa di giovani, donne, pensionate/i e disabili che sono stanche di essere destinatarie future di questo o quell'intervento. Una voce naturale, che usa l'hip hop di Frenkie e degli altri gruppi che hanno ritmato la protesta del 3 giugno. E' una voce piena di umorismo che pubblica on line il fax con cui le autorità a firma di Bernhard Wiener negano il permesso di tenere il concerto davanti al Parlamento perche si tratta di uno spazio non pubblico con un cantiere aperto che lavora infaticabilmente anche durante il fine settimana. Affermazione ridicola e al contempo falsa per chiunque viva a Sarajevo e che dimostra l'imbarazzo e la difficoltà della politica professionista di fronte ad un movimento che è partito denunciando l'insensato aumento delle bollette della luce e che mostra di avere la creatività e determinazione necessarie per creare uno spazio di cittadinanza aperto.

 

DOSTA
Frenkie - Dubioza Kolektiv & Frenkie - Dosta