spiralidosa ([info]spiralidosa) wrote,
@ 2001-01-04 18:50:00
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nei miei disordini
Nei miei disordini
vengo
bianca come l’aria
, inequivoca e stanca
e mi siedo a quel tavolo

. legno puro .
direbbe la maga
mentre per me,
figlia di streghe più giovani
significa
, quel tavolo
, la parola allagata

ed io siedo così come deve essere
e accavallo le gambe quieta ad altri tempi

Fiati. Musiche dello scorrere, dicono
ed io avvampo, arrovello e genero
fiamme ossidanti, queste sono,
e angosce in forma di tempo rappreso

Sapendo che un filo comunque si arrotola
Lo tengo e lo metto attorno, lo rendo
E, quello, le altre scavalcano
E in quello, le altre si arrotolano

E in me il vuoto comprende la forma
In me … e mi vieto come orzo e frumento

Scendono, minuti come gradini e
Salgono, ore come scale
Fatiche

E adesso nella stanza scaldata
Tecnologica ed estranea spiego il quanto
E mi dipingo le mani, le dita
scoperchio il vetro e guardo la pupilla

vetro, con bolle di quell’aria
che mi hanno tagliata
e frattura: estremo del margine

Ieri, data che potrei quantificare coi numeri
Ero nella vita, oggi sono nella morte
Ed è questa l’utile forma poiché estraniata
Riprendo la mossa e la scacchiera

Nessun gioco unirà le mani alle giocatrici
Nessun luogo le vedrà riunite

Io vado e non torno
Così deve essere in questo secolo
poiché esse di me, hanno veduta la morte

Trasformata da questo, cambiando stato e coscienza
vivo del me, io emotiva e appassionata.


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