spiralidosa ([info]spiralidosa) wrote,
@ 2006-05-29 17:11:00
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giorno primo, riflessione: l'interesse autentico
Ho lavorato anni dentro un sistema che si chiama cooperazione internazionale e anche se me ne sono distanziata non l'ho mai lasciato.

Sono rimasta a lavorare nel terzo settore o settore not-for-profit come individua a contratto di un idea: ovvero una fra le tante co.co.co che devono realizzare gli obiettivi di un progetto. Per alcuni anni non ho avuto nulla da dire se non progressivamente liberarmi delle contraddizioni sperimentate sulla pelle, cercando di trovare una dimensione olistica e a misura di donna.

C'è una non-sostenibilità negli ideali che la cooperazione fa professare alle proprie cooperanti che alla lunga porta all'alienazione e al cinismo. A mio tempo, per rimanere umana, avevo operata una quasi-uscita di scena dal sistema ed una sospensione del campo di coscienza.

Il "trucco" ha funzionato, e sono riuscita ad eliminare le tossine più pericolose e inquinanti. Ma ogni bel gioco dura poco e pensando di esserne fuori mi sono nuovamente ricacciata nella non-sostenibilità degli ideali e nella corrispondente consumazione del corpo (quello vero reale) estenuato, dal tentativo di garantire un livello di contaminazione possibile, reale e al contempo leale fra il desiderio di cambiare il mondo e la possibilità di farlo senza divenire una schiava nell'ambivalente mondo not-profit o della cooperazione internazionale.

Così da circa 20 giorni ho cominciato a riflettere su l'interesse autentico, ovvero il livello di contaminazione fra il mercato ed il presupposto teorico che fa da base alle diverse idee di cooperazione.

E' infatti vitale, per qualunque operatrice e soprattutto per quelle alla frontiera fra i mondi ricchi e quelli meno ricchi o definitivamente poveri, riuscire a definire l'interesse autentico dei soggetti della cooperazione che ci contrattano.

La ragione è fondamentale perchè la prestazione richiesta all'operatrice attiene alla rappresentanza simbolica dei valori dichiarati dal soggetto contraente (ong, cooperativa sociale e via discorrendo) per cui, maggiore la distanza fra sistema di valori dichiarato e il sistema di valori praticato, maggiore la consunzione fisica dell'operatrice che, alienata, deve praticare una politica e dichiararne un'altra.

Per cui dal punto di vista della sopravvivenza fisica e simbolica l'operatrice dovrebbe riuscire a riconoscere in chi la contratta e contatta il divario reale esistente fra l'interesse autentico dichiarato (un mondo uguale e giusto per tutte/i) e l'interesse autentico perseguito (un mondo migliore per alcune/i).

Naturalmente, è solamente riuscendo a riconoscere l'interesse autentico perseguito che l'operatrice riesce ad essere una soggetta attiva di cambiamento e a vivere una contaminazione possibile e non distruttiva.

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hello
(Anonymous)
2006-06-17 11:53 pm UTC (link)
I can't be bothered with anything these days, but such is life. I don't care. So it goes. More or less nothing seems worth thinking about. I've just been hanging out waiting for something to happen, but that's how it is.

(Reply to this)

Musica per qualcuno mente
(Anonymous)
2007-01-18 08:23 pm UTC (link)
Musica per tutti
http://www.umaine.edu/Trauma/_trauma_disc/00000071.htm

(Reply to this)


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